Space Age: lo stile retro-futuristico degli anni '60
A bordo di una navetta spaziale viaggiamo indietro nel tempo fino all'era spaziale degli anni Sessanta. Un'epoca che, con l'avvento dei viaggi spaziali, tra le altre cose, guardava al futuro. Che aspetto aveva il futuro negli anni '60? Luminoso, bianco e riflettente. Guardate con noi!



Lo Space Age è lo stile degli anni 60 nato direttamente dalla corsa allo spazio: quando lo Sputnik 1 è partito nel 1957, i designer hanno iniziato a dare alle lampade la forma di sfere e ufo, e hanno sostituito i mobili scuri e pesanti con forme leggere, avvolgenti come un bozzolo, in bianco, argento e superfici riflettenti. Il vero motore sono state le nuove plastiche. La S chair di Verner Panton, disegnata nel 1959, è stata la prima sedia fatta interamente da un unico pezzo di plastica, e ha aperto la strada alle forme che consiglierei a chiunque compri su Whoppah di imparare per prime: la Ball chair in fibra di vetro di Eero Aarnio, la Elda lounge chair di Joe Colombo e le lampade Sputnik che ricalcano la sagoma del satellite. Lo dico chiaramente: è l'unico stile retrò che per me non sembra mai datato, perché è stato progettato per assomigliare al futuro. Ecco come riconoscerlo.
Da dove nasce il design Space Age?
L'era spaziale è stata un'epoca di sviluppi folgoranti nelle nuove tecnologie spaziali, giocata - letteralmente - come una corsa allo spazio tra l'America, principalmente, e l'allora Unione Sovietica. Quando il primo satellite, lo Sputnik 1, si alzò in cielo nel 1957, iniziò una nuova era. Lo spazio era visto come un luogo di innovazione e di futuro. Ciò era evidente anche nell'industria cinematografica, musicale, della moda e del design.
Ad esempio, la tuta spaziale con il suo casco rotondo ispirò gli stilisti di moda, ma anche i designer industriali: i paralumi a forma di sfere e UFO ebbero un grande successo. I mobili scuri dalle forme astratte hanno lasciato il posto a forme leggere, spaziali, simili a bozzoli, con molto bianco, argento e superfici riflettenti.

Perché i mobili Space Age hanno forme così organiche?
Ma non fu solo l'estetica dello spazio a essere imitata. L'invenzione di nuove materie plastiche aprì davvero le porte della creatività ai designer industriali, creando infinite possibilità di forma. La sedia S di Verner Panton, progettata nel 1959, è un esempio di design progressista di questo periodo. È stata la prima sedia realizzata interamente con un unico pezzo di plastica.
Altri classici dell'era spaziale sono la sedia Ball in fibra di vetro di Eero Aarnio, la Elda Lounge Chair di Joe Colombo e le lampade Sputnik, la cui forma ricorda quella del primo satellite. Tutte queste creazioni - in termini di materiali e design - erano rivolte al "futuro". E ci sono riusciti: queste creazioni sono state definite senza tempo.



